Sodom - Tapping the Vein (1992)
Faccio un salto
indietro nel tempo esattamente nel 1992, quando comprai l'ennesimo disco dei
tedeschi Sodom "Tapping the Vein". Da subito diede nell'ecchion la copertina di
una violenza impressionante raffigurante un enorme soldato blu con fucile alla
ricerca di eliminare i suoi simili. Piantata nel suo braccio un'enorme flebo i
cui tubi sono bucati, da qui il sangue sprizza fuori violentemente. Non ebbi il
tempio di poggiare la puntina sul vinile che venni travolto dalla violenza
inarrestabile del primo brano "Body Parts" ove notai che la voce del mitico Tom
Angelripper risulta più profonda incazzata e accattivante che
mai.
Il drumming di
Witchunter risulta più picchiato del solito alterna ritmi Thrash frenetici a
stacchi di doppia cassa che sono un autentico pugno nell stomaco e lasciano
l'ascoltatore con il fiato sospeso, il tutto suggellato da riffs velocissimi che
risultano delle vere e proprie rasoiate con assoli freddi, veloci e precisi
dell'allora neo acquisto Andy Brings con la sua mitica chitarra Kramer color
legno, che a mio avviso no ha nulla da inviadiare ai precedenti chitarristi
Hoffman e Blackfire. Il ritmo non cala e si fa più incessante nella song
successiva "Skinned Alive", uno dei brani a mio avviso più crudi e violenti che
il trio tedesco abbia mai proposto. Lo stesso brano viene riproposto dalla nel
1993 nell'Ep "Aber Bitte Mitte Shine" in versione ancora più rude ove vi è anche
il nuovo drummer Atomic Staiff ex Assassin.
Altri brani
degni di nota sono la pesantissima e cadenzata "One step over The Line" che
mette in luce la tecnica complessiva del trio tedesco e la voce di Tom comunque
a far da padrone sempre più cupa e piena di odio, accompagnata da un drumming
altrettanto pesante e dall precisione chirurgica. Si può tirare il fiato
finalmente con "Bullet In The Head" il brano a mio parere più Thrash'n'Roll sia
come riff che come cantato, che ricalca lo stile dei Motorhead, cosa che
ovviamente è un marchio di fabbrica del Thrash dei Sodom e che li
contraddistingue da quello dei coetanei Kreator e Destruction. Seguono poi le
velocissime "The Crippler", "Back To War" e "Hunting Season". Chiude la
distruzione un'enigmatica e inquetante "Reincarnation", durata 7:49, nella quale
lo scream di Angelripper si fonde nel ritornello con le scariche a ottavi di
doppia cassa di witchunter, un autentico metronomo umano, un brano che resta
impresso nella mente e ci tiene fino all'ultimo inchiodati alle casse dello
stereo.
La tittle-track
ve la tengo per ultima, un brano che concentra in sè tutta la cattiveria di
questo disco, devastante, precursore nelle sonorità e nei ritmi serrati e
vertiginosi di molte bands Black Metal degli anni successivi. Ti inietterai di
odio e urlerai a squarcia gola il ritonello "Never regein, tapping the vein, I'm
going insane tapping the vein" e dirai è l'ennesimo capolavoro del trio
tedesco!
Commento finale: un classico del passato.
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