La loro musica fin dagli
esordi è stata arricchita con sconcertante convinzione di effetti visivi da
teatro horror e costumi che richiamano personaggi come Alice Cooper e i Kiss.
All’epoca, in Italia eravamo
nella più totale ignoranza musicale , c’erano soltanto poche bands che suonavano
hard rock, mentre pullulavano bands progressive o con reminescenze sixties,
mentre in altri paesi nasceva con rabbia l’Heavy Metal, e si diffondeva come un
cancro il Punk nelle forme spesso estreme, annunciando già l’hardcore.
I Death SS, ebbero il
merito, con la loro musica orrorifica dal sound distorto di gettare le basi per
l’Heavy italiano, e aprire le porte alle future Doom e Black bands.
Il loro
concerto piú famoso fu nell’aprile del 1980 da supporto ai "Gaznevada" dove
tremila persone vengono messe totalmente in soggezione dal loro spettacolo
horror. Steve Sylvester incarna la figura del vampiro, spirito maligno che muta
forma ed è signore e conoscitore del mondo occulto. Paul Chain è la morte, che
con la sua falce, può in ogni istante rubare la vita. Il resto della band
comprendeva Claud Galley (lo Zombie, chitarra ritmica), Danny Hughes (la Mummia,
bassista) e Thomas Chaste (il Licantropo, drummer). Da quell'anno fino al 1984,
i Death SS si faranno conoscere in Italia acquisendo di band maledetta e
occulta, e nell’underground iniziano a diffondersi 7’ di alcuni dei loro brani
storici, creando il mito e il fascino che dura ancora oggi.
Nel 1984,
esce "The Story of Death SS / 1977-1984", una collezione di
storiche registrazioni. Un cult. Tuttavia la band sembrava ormai sciolta, ma è
Steve Sylvester, senza l’amico Paul Chain, a rifondare a Firenze la band.
L’album della rinascita, intitolato "In Death of Steve
Sylvester" aveva in se tutte le malignità del passato, e fu un bel
successo per il metal italiano, grazie anche ai soliti 7’ da culto che seguivano
e che diventavano nell’underground subito merce rara. Con il successivo lavoro,
“Black Mass” (1989), i Death SS riuscirono ancora meglio ad
affermarsi nella scena, arricchendo il sound di parti sinfoniche e canti
gregoriani spettrali.
La loro fama supera a quel punto i confini nazionali,
tra l’altro stringono una collaborazione con un esperto produttore della label tedesca Noise, Sven
Conquest; Nascerà finalmente un album che anche in fatto di qualità sonora,
riesce a mostrare minuziosamente le qualità della band. "Heavy Demons" è infatti l’album della
consacrazione definitiva e non posso che ricordare con nostalgia e piacere il
loro sontuoso e horror-make-up, che riempiva la copertina di H-M, il magazine
metal migliore in assoluto uscito in edicola (la cui stampa e prematuramente
terminata qualche tempo dopo).
La band sembra sull’orlo di una nuova crisi e dopo il live album
“The Cursed Concert”, del 1992, c'è il silenzio, rotto di tanto
in tanto da echi di loro concerti assieme all’amico Paul Chain e da numerosi
Best rimasterizzati che illustravano alle nuove leve la storia musicale maligna
della band.
Nel 1997, dopo anni di
vociferei sulla loro ennesima rinascita, vede la luce delle tenebre il
nuovo album "Do What Thou Wilt", un concept dai suoni diversi
rispetto ai vecchi album, costruito attorno alla vita e alle opere del mago
Aleister Crowley. Questo disco vide la
partecipazione ancora una volta di nuovi membri nel gruppo fra cui i due
chitarristi Emil Bandera e Felix Moon. Un nuovo anno di silenzio in cui cambiano
ancora alcuni membri; nel gruppo entrano a far parte Anton Chaney (drummer) e
Kaiser Sose (bassista) mentre rimangono Emil Bandera (chitarre) e Oleg Smirnoff
(tastiere). Questa nuova formazione vede anche un cambio quasi radicale del look
dei Death SS che adesso sembrano mostri cyberpunk. Nel 2000 esce “Panic” dalle nuove
sonorità elettroniche, in cui però non viene smarrita l'attitudine orrorifica.
Anche in questo album ottengono una grossa partecipazione, cioè quella del
regista polacco Aljandro Jorodowsky (autore del cult movie "The High Mountain")
che presta la voce nelle oscure intro e nell’outro del disco. Nel seguente Panic
Tour i Death SS dimostrano ancora di essere capaci di impressionare con i loro
show, mentre l’universo musicale estremo è ormai cambiato dai bui anni ‘70 e
bands che spargono il palco di sangue, effetti costumistici e riff oscuri, ce ne
sono forse fin troppe. Ma per fortuna, i Death SS, continuano per la loro
strada, tenendosi dietro ancora immutato quel fascino di band underground,
nonostante siano ormai famosi e rispettati da tutti i metallers d’Italia e
oltre.
La storia della band
continua....
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1.7
I Death SS sono una delle band storiche dell'Heavy Metal italiano,
precursori in solitaria marcia del genere horror. Di loro si sentiva spesso
parlare grazie a 7 pollici o demotape che giravano per un pò e poi sparivano,
ora gelosamente custoditi nelle collezione di dischi di fortunati metallers.
Il loro nome, spesso ha subito delle speculazioni politiche, a
causa delle due S, ma indica invece la sigla appuntata di Steve Sylvester il
loro carismatico vocalist.
La loro nasciita avviene nel lontano 1977, grazie al 16enne STEVE
SYLVESTER, personaggio multiforme che incarna la figura leggendaria del vampiro
vocalist maligno e il misterioso Paul Chain, fantasioso e macabro chitarrista.
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La storia dei Death SS -